«Abbiamo quintuplicato i consensi Salvini è legittimato a fare il premier»

Martedì, 6 Marzo, 2018

In casa leghista Armando Siri (nella foto) è considerato l'ideologo italiano della flat tax al 15%. La flat tax, detto per inciso, è l'aliquota unica sul reddito che il centrodestra si propone di introdurre nella vicina penisola. Nel maggio 2015 è stato nominato responsabile economico della formazione di «Noi con Salvini», il movimento politico che rappresenta il nuovo corso della Lega Nord di Matteo Salvini nelle regioni del centro sud Italia. Ecco la sua reazione al voto di domenica.

Armando Siri, è stato un successo oltre ogni previsione per la Lega o era proprio quello che vi aspettavate?

«La percezione che abbiamo respirato in campagna elettorale era buona. C'era tanta voglia di cambiamento e un'adesione piena al nostro programma. Ce ne siamo accorti nelle tante piazze e nelle migliaia di persone di tutte le categorie sociali che abbiamo incontrato».

Ora che i rapporti di forza sono cambiati, cosa succede con Berlusconi?

«Adesso dobbiamo capire che cosa faremo e attendiamo le determinazioni del capo dello Stato per quanto concerne il tema delle responsabilità di Governo. E poi penso che la grande fiducia che il popolo di centrodestra ha riposto in Matteo Salvini debba essere rispettata da tutti gli altri partner della coalizione. In fondo ci siamo uniti per portare a realizzazione un programma comune».

Salvini premier, si parte da lì si possono discutere altre soluzioni?

«Matteo Salvini ha l'energia, la grinta, la determinazione e oggi anche il sostegno di milioni di italiani che lo legittimano ad essere il leader del centrodestra. Del resto, rimanendo nell'alveo del patto di coalizione del centro destra, chi avrebbe preso un voto in più avrebbe espresso il presidente del Consiglio. Questo però, ripeto, è un tema che attiene le prerogative del capo dello Stato. Attenderemo le sue determinazioni. Sicuramente gli altri partner di centrodestra indicheranno Matteo Salvini come presidente del Consiglio incaricato».

Chiunque voglia governare dovrà in ogni caso farei conti coi 5 Stelle che hanno ottenuto un risultato straordinario...

«Certamente hanno avuto un grande risultato. Sul piano numerico e politico però il risultato più grande lo ha avuto la Lega che ha quintuplicato i suoi consensi. Eravamo partiti dal 14% e siamo arrivati quasi al 18%. I 5 Stelle hanno intercettato soprattutto nel Mezzogiorno d'Italia un malcontento e un disagio che noi, come Lega, a differenza di altri partiti non abbiamo mai snobbato. Detto questo noi siamo impegnati in una coalizione che ha una visione diversa di Paese con valori di fondo diversi rispetto ai 5 Stelle. Penso allo ius soli e al tema delle tasse che ci divide loro sono per una visione più pauperistica e assistenzialistica del Paese mentre noi siamo per minori tasse, meno vincoli, meno burocrazia, meno lentezza nella giustizia civile e più forza indirizzata al lavoro».

 

Scusi, ma questa Lega nazionale non sta tradendo le proprie origini?

«Assolutamente no. Oggi abbiamo la dimostrazione che la lungimiranza di Matteo Salvini di trasformare la Lega in un partito che non abbracciava soltanto le istanze di una parte del Paese è stata una scelta di successo assoluto. Poi noi ascoltiamo tutti i territori in un'ottica federalista e autonomista, ma svincolata da un concetto che divideva il Paese tra Nord e Sud. Per noi il Paese è da Nord a Sud e questa scelta ci ha premiato. Nessun tradimento, quindi, ma un avallo pieno degli elettori».

 

Che cosa ci sarà al centro di un eventuale programma di Governo della Lega?

«l'aliquota unica al 15%, lo stop all'immigrazione incontrollata, l'abolizione della legge Fornero, provvedimenti per la famiglia e quindi asilo nido gratuito peri bambini, diminuzione del costo delle bollette con l'abolizione di alcune accise. Questi sono i primi provvedimenti che mi vengono in mente per una prima scrematura».

Renzi si è dimesso, come commenta la sua parabola politica? «Direi che Renzi ha fatto l'unica cosa di sinistra che poteva fare».

responsabile economico della formazione •Noi con Salvini•

Fonte: Corriere del Ticino