«Infrastrutture necessarie, superare i pregiudizi della base pentastellata»

Lunedì, 6 Agosto, 2018

Il Tap è indispensabile e deve essere assolutamente realizzato, il gasdotto consentirà un taglio del 10% ai costi dell’energia».

Il sottosegretario alle Infrastrutture, Armando Siri, difende la centralità dell’opera pugliese come «uno dei pilastri dei quali ha bisogno il nostro Paese».

Sottosegretario, il ministro del Sud Barbara Lezzi sembra in disaccordo con il vicepremier Matteo Salvini sull’importanza del Tap: servono altre opere, ha spiegato.

 

Cosa ne pensa?

«Mi permetta di dire che mi sembra una strumentalizzazione. Si tratta di una polemica che nasce da una evidente forzatura. Il ministro Lezzi, in quella dichiarazione, non si riferisce mai a Salvini e in verità neppure al Tap e fa un ragionamento generale sulle infrastrutture che, peraltro, mi pare assolutamente condivisibile».

 

Anche senza un riferimento diretto il collegamento con il Tap, da parte del ministro Lezzi, pare evidente, non crede?

«Io credo che le parole del ministro Lezzi siano di buon senso: il Sud ha bisogno di grandi opere e di infrastrutture più avanzate. Ed è su questo che dobbiamo lavorare nei prossimi mesi e nei prossimi anni».

 

Sul Tap le differenze tra voi e i 5 Stelle appaiono evidenti, come riuscirete a trovare una sintesi?

«È chiaro che la base dei 5 Stelle, non tutta peraltro, è molto sensibile ai temi ambientali e di difesa del territorio in relazione alle grandi opere. Ma per riuscire a fare una sintesi di governo è necessario sgombrare il campo da eventuali pregiudizi».

 

E se i pregiudizi sul Tap o comunque il giudizio negativo sul gasdotto dovessero prevalere?

«Il Tap, lo ripeto, è indispensabile». Un altro fronte aperto, e molto caldo, è quello della Tav.

 

Anche in questo caso la divaricazione tra Lega e 5 Stelle appare forte, cosa accadrà?

«I 5 Stelle hanno una base elettorale molto forte in Val di Susa e queste resistenze sono comprensibili. Nel contratto di governo, peraltro, c’è scritto che vanno fatte delle verifiche sulla Torino-Lione ed è quello che il ministro Toninelli ha annunciato di voler fare. Alla fine di queste verifiche vedremo cosa accadrà ma anche in questo caso vale il ragionamento sviluppato per il Tap».

 

Cosa intende dire?

«Intendo dire che la Tav è anch’essa indispensabile, a meno che non si voglia continuare ad ingolfare il Paese di Tir. L’opera è necessaria e lo dovrebbe essere anche agli occhi di chi a ha cuore l’interesse ambientale del Paese». In settimana si dovrebbe chiudere la partita del decreto dignità e poi potrete cominciare a concentrarvi sulla legge di Bilancio.

 

Quali sono le priorità della manovra?

«Il fisco, innanzitutto. La riduzione delle tasse è necessaria per ridare fiato all’Italia e per farla uscire dalla recessione, a meno che non si preferisca continuare a vegliare un moribondo».

 

Le risorse economiche che avete a disposizione non sembrano molte, da cosa si deve partire?

«Dalla Flat tax, cominciando in particolare dagli autonomi: è quella categoria che ha bisogno di un segnale immediato. Tuttavia, si badi bene, la Flat tax è solo un antibiotico: lamalattia si cura solo con una riforma fiscale più ampia e complessiva».

 

È vero che state pensando ad una sterilizzazione parziale dell’Iva, lasciando crescere l’imposta sul valore aggiunto solo sui beni di lusso?

«Non capisco cosa voglia dire questa ipotesi, credo che l’aumento dell’Iva debba essere fermato e basta».

 

Vi preparate ad aprire un negoziato con l’Europa per ricavare spazi di manovra da utilizzare in legge di Bilancio?

L’Italia non deve essere autoreferenziale e l’Europa neppure. Il tema in discussione è parlare con Bruxelles ed illustrare in quella sede il piano di riforme per la crescita. Il resto sarà una conseguenza».