«La flat tax va attuata senza timidezze la bussola del ministro sia il contratto»

Sabato, 14 Luglio, 2018

Sottosegretario Armando Siri, lei è il padre della flat tax.

È preoccupato perché è uscita dall' agenda di governo?

«La flat tax funziona come un antibiotico. Se hai la tonsillite e prendi un medicinale sintomatico, ti passa la febbre dopo due giorni, ma non la malattia. Con l'antibiotico ce ne vogliono otto prima che la cura sia efficace e con una dose minima rischio una recrudescenza».

Fuori di metafora?

«Se ci sarà un approccio timido nella sua applicazione, si finirà soltanto per creare un buco nei conti, senza ottenere gli effetti sperati in termini di crescita che la flat tax porta con sé. Se il provvedimento riguarda soltanto una parte di contribuenti, le partite Iva entro 100mila euro, tra l'altro senza impatto sulle finanze pubbliche, temo saremo di fronte auna contraddizione in termini. Perché lo Stato con la flat tax alimenta la domanda interna e rimette in moto l'economia, lasciando soldi nelle tasche degli italiani, riducendo il gettito». Mancano le famiglie. «Appunto. Le famiglie sono l'elemento centrale di una riforma fiscale che ha come scopo quello di far risalire i consumi».

Ne ha parlato con il ministro Tria?

«A suo tempo, subito dopo il suo insediamento al governo, quando gli ho illustrato quello che era il nostro progetto. A lui tocca la responsabilità di tradurre quel progetto in una riforma. Ma perché la cura abbia effetti non bisogna sbagliare la dose e i tempi di somministrazione». Non ci sono i soldi per partire. «Se c'è bisogno di 70-80 miliardi per fare la flat tax e il reddito di cittadinanza, superare la Fornero e sterilizzare l'Iva, si deve poter contare di su una flessibilità dei conti, anche entro il 3 per cento del deficit/Pil, perché non posso finanziare queste misure con una tantum come la pace fiscale. Ma vale solo per tre anni, perché dopo la Flat tax si finanzia da sola». Invece Tria si mostra cauto con la Ue che chiede una manovra bis. «Non vedo le condizioni per una correzione sui conti. Quello del ministro dell’Economia, poi, non è un ruolo facile: deve fare la sintesi dell'interesse globale del Paese, cercando di mantenere la barra dritta, anche se il mare è agitato. Ma su una nave non c' è soltanto quello che tiene il timone. La tempesta si supera se l'equipaggio è unito. Noi siamo il governo del cambiamento, ma anche del coraggio: per questo all' Europa dobbiamo chiedere flessibilità per le riforme strutturali capaci di garantire la crescita, non per tamponare delle emergenze».

È per tranquillizzare l'Europa che lei propone emissioni di Btp per le famiglie?

«Noi viviamo sempre sotto l'incubo dello spread. Per evitare scossoni potrebbero essere gli italiani a comprare i nostri titoli, magari detassati. Poi vorrei ricordare che i risparmiatori sono rimasti fregati con i titoli di Banca Etruria, mai con i Btp o i Bot». In tempi non sospetti lei propose un piano opere per il Sud. «Le infrastrutture sono una priorità. E soprattutto al Sud perché qui mancano pezzi di strade, autostrade e ferrovie. Lavoriamo per individuare le priorità. Le potremmo finanziare, facendole uscire dal calcolo de deficit/Pil».

Per concludere, Tria rischia se non fa la Flat tax?

«Il ministro, come tutti noi, ha la sua bussola nel contratto di governo. Ma non è che cadrà l'esecutivo. Qui il problema, casomai, è capire i tempi nei quali si fa la Flat tax»