Per Corriere e Repubblica la Consulta dichiarerà inammissibile la questione di illegittimità sull'aggio a Equitalia

Mercoledì, 27 Maggio, 2015
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La Corte costituzionale avrebbe dichiarato inammissibile la questione sull’illegittimità dell`aggio dovuto a Equitalia. La decisione, secondo quanto scrivono Repubblica e Corriere, sarebbe stata presa anche se non ci sono ancora state comunicazioni ufficiali. Tutto dovrebbe essere rimandato al deposito della sentenza completa di motivazioni, che dovrebbe arrivare a breve. Una buona notizia per i conti italiani perché un`eventuale dichiarazione di incostituzionalità sarebbe potuta pesare una cifra vicina ai 2,5 miliardi, considerando il totale delle cifre da restituire ai contribuenti dai quali in questi anni era stato riscosso l`aggio per l`attività svolta. Al centro della questione le somme dovute a Equitalia, considerate troppo alte, come compenso per i costi sostenuti nel recupero di imposte e tributi effettuato per conto degli enti creditori. Sulla base dell'anticipazione della sentenza si registrano già le prime reazioni politiche. E se Armando Siri, responsabile economico di "Noi con Salvini", legge la vicenda alla luce dell'articolo 81 della Costituzione, il sottosegretario Enrico Zanetti sostiene che Equitalia deve rientrare sotto l'egida del ministero dell'Economia.

"Gli avvocati di Equitalia per scongiurare una sentenza favorevole ai cittadini tartassati dalle cartelle esattoriali, spesso triplicate per effetto di aggi e sanzioni, cercano di cavarsela facendo appello a un'assurdità tutta italiana come l'obbligo del pareggio di Bilancio, inserito di recente nell'art. 81 della nostra Costituzione, e che secondo il fisco basterebbe a giustificare, in diritto, ogni abuso di altri principi costituzionali. Se la Corte deciderà di respingere i ricorsi dei contribuenti adducendo tra le motivazioni, il rischio di incidenza negativa sulle finanze pubbliche, sarebbe la fine di ogni possibilità di ottenere giustizia nei confronti dello Stato, i cui atti notoriamente hanno tutti una ricaduta sulle finanze pubbliche. Equitalia vorrebbe sostenere con la sua impostazione di difesa, che in Italia non si può avere giustizia, perché lo Stato non se lo può permettere economicamente e sta chiedendo alla Corte  di subordinare i diritti costituzionali dei cittadini, stabiliti nei principi fondamentali, a quelli imposti dai vincoli sulla finanza pubblica stabiliti da Bruxelles". Così Armando Siri, responsabile economico di "Noi con Salvini".

 "Equitalia dovrebbe essere sottratta dal controllo dell'Agenzia delle Entrate e finire sotto il cappello del ministero dell'economia". Ne è convinto invece  il sottosegretario all'Economia e segretario di Scelta civica, Enrico Zanetti, che in un'intervista pubblicata sul numero di Panorama in edicola da domani, giovedì 28 maggio, dice: "occorre portare Equitalia sotto il controllo del ministero dell`Economia sottraendola a quello dell`Agenzia delle entrate". In particolare l`esponente della maggioranza chiede che le funzioni di interpretazione delle norme e quelle di riscossione, affidate a Equitalia, escano dal controllo dell`Agenzia delle entrate. Obiettivo, ha spiegato Zanetti, è quello di "evitare che il cittadino si trovi davanti a un gigantesco moloch da cui è difficile difendersi; dove l`esattore, se capitano errori, fa sempre muro con l`accertatore contro il cittadino".

(fonte: ItaliaOggi.it  )