Dall'euro alle tasse, ecco la ricetta economica di Salvini

Martedì, 22 Settembre, 2015
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Dalla flat tax al tema della moneta unica. Intervista a tutto campo ad Armando Siri, consigliere economico del segretario leghista Matteo Salvini. Di Alberto Maggi.

Armando Siri, consigliere economico del segretario leghista Matteo Salvini è l'ideologo italiano della Flat-Tax al 15% e responsabile della Scuola Politica incaricata di formare le nuove leve del "salvinismo". Considerato un moderato per le sue buone relazioni con Forza Italia e con gli ambienti dell'establishment, lavora ai programmi e contenuti del Salvini aspirante premier "perché Matteo - dice - merita di guirdare il Paese, e ci riuscirà".

Mi perdoni Siri, c'è già un Matteo alla guida del Paese.
"Sì certo, ma io intendo quello giusto. Un Matteo di cuore, capace di intercettare i bisogni dei cittadini a tutti i livelli della società e non solo quelli dei salotti, tra l'altro ormai un po' sgualciti".

Beh scusi, ma Salvini il cuore se lo dimentica quando ha di fronte gli immigrati.
"Vede ci sono i cinici abili a falsare immoralmente il vero per imporre con l'inganno il possibile come Renzi, e poi ci sono i leali e spontanei come Salvini, che ti dicono le cose per come sono senza badare troppo alla "ragion politica". Renzi sfrutta le disgrazie legate all'immigrazione, Salvini le denuncia per evitare che si compiano".

Si ma scusi l'immigrazione non è colpa di Renzi.
"Renzi ha le sue responsabilità perché non ha posto con la dovuta forza la questione in Europa già all'epoca di Mare Nostrum. Il problema è stato sottovalutato e solo adesso ci accorgiamo delle conseguenze. Non siamo in grado di accogliere in Italia quattro miliardi di persone che pure legittimamente aspirano a migliori condizioni di vita. Dobbiamo intervenire come comunità internazionale, affinché questi abbiamo la possibilità e il diritto di poter vivere nei loro paesi. Certo la questione non si risolve con le riunioni a sfondo liturgico a Bruxelles, bisogna alzare il sedere e andare a parlare con i governanti dei paesi da cui partono e farli ragionare con le buone o con le cattive attorno ad un progetto. Non dimentichiamoci che molti di questi dittatori o governi sopravvivono grazie anche al sostegno dei paesi ricchi".

Siri, sulla stampa sta circolando da giorni la notizia di un incontro imminente tra Salvini e Berlusconi che però viene continuamente rinviato. Questo slittamento è causato da malumori per l'atteggiamento a volte ambiguo di Forza Italia su Renzi e le sue riforme?
"L'incontro ci sarà e non credo che il punto centrale della discussione siano le cosiddette riforme che di fatto non riformano niente ma creano l'ennesimo ibrido istituzionale come è accaduto per le Province. Questa è l'abolizione di una Camera del Parlamento che di fatto rafforza il controllo dell'esecutivo sul Parlamento grazie al combinato disposto con la legge elettorale e il suo abnorme premio di maggioranza. Renzi vuole fare l'asso piglia tutto ed è disposto a qualunque cosa per ottenere il suo tornaconto. La minoranza PD cederà alla mediazione e segnerà la sua definitiva marginalizzazione e la sua progressiva uscita dalla scena politica. Per quanto riguarda Forza Italia non mi pare affatto che sia disposta ad aiutarlo a raggiungere questo scopo e se lo facesse  commetterebbe un altro errore come lo fu il Nazareno. Berlusconi ha capito che di Renzi non ci si può fidare".

E di Salvini si?
"Salvini è un uomo leale. Berlusconi lo sa bene. Ma al di là di questo per prima cosa bisogna che il centrodestra sia leale con i propri elettori che non tollerano inciuci e si aspettano una strategia e delle proposte comuni per mandare a casa questo Governo".
         
Salvini convincerà Berlusconi a partecipare alla vostra manifestazione dell'8 novembre a Bologna?
"Intanto non è la nostra manifestazione ma è un'iniziativa senza loghi di partito che vuole riunire tutte le forze alternative a Renzi e al suo Governo delle promesse disattese. In piazza non ci saranno solo i leghisti, ci saranno le partite Iva, gli insegnanti, i fiorai, i taxisti, gli agricoltori, le famiglie che non riescono a pagare il mutuo o l'affitto a fine mese perché il papà o la mamma hanno perso il lavoro, tanta gente che questo Governo ha abbandonato a se stessa".

Senta Siri Pagnoncelli ha diffuso un sondaggio in cui Forza Italia accorcia le distanze con la Lega che rallenta. Non temete l'effetto Sarkozy che in Francia ha recuperato i voti di destra che inizialmente sembrava fossero destinati alla Le Pen?
"Piano. La situazione italiana è completamente diversa. Il Front National nonostante la svolta di Marine Le Pen resta un partito di opposizione che nella sua storia non ha mai avuto responsabilità di Governo. Cosa diversa è per la Lega che governa con successo le principali regioni del nord Italia ed ha avuto ruoli importanti nel governo centrale. La Lega non è protesta ma alternativa di governo questo deve essere chiaro. Per quanto riguarda i sondaggi le devo dire che c'è la buona prassi di leggerli con un adeguato distacco sia quando sono positivi che quando lo sono di meno. E poi ciascuno ha i suoi dati. Quelli che abbiamo noi parlano di un Salvini in crescita ad oltre il 16%. Ma ripeto sono dati che non ci distraggono dal lavoro di elaborazione di contenuti e proposte per un Paese diverso da quello che vuole Renzi".

 

Perché come lo volete voi questo Paese?
"Un Paese dove la gente possa tornare a progettare il futuro, in cui chi studia possa rimanere in Italia a lavorare senza essere costretto a portare il suo talento all'estero. Dove le aziende rimangono in Italia e creano occupazione e non sono costrette a delocalizzare a causa della eccessiva pressione fiscale e la straripante burocrazia. Dove il fisco è semplice, comprensibile ed equo con una flat tax per tutti al 15%. Dove il mezzogiorno del Paese possa godere delle stesse infrastrutture del nord per poter davvero fare dell'Italia nel suo insieme un Paese competitivo in Europa e nel mondo e non un Paese zoppo a due velocità. Un Paese dove la Scuola non è solo il super Preside o qualche assunzione in più, ma si occupi dei programmi e dei metodi educativi. In cui i bambini non imparino ad essere giudicati a 6 anni seduti per 6 ore in un banco a ripetere come automi cose teoriche e spesso obsolete scritte nei libri, ma abbiamo la possibilità di costruire le basi di una forte autostima realizzandosi nei loro talenti attraverso il gioco, le dinamiche di gruppo e l'approfondimento della realtà quotidiana. Una scuola uguale per tutti fino a 16 anni e con gli ultimi due anni di specializzazione che consenta, a chi vuole, di poter inserirsi già subito nel mondo del lavoro senza necessariamente fare il percorso universitario.

Un Paese dove chi ha maturato la pensione deve avere la certezza che nessuno gliela possa bloccare o cancellare. Un Paese che vuole tornare a vivere e non vuole accontentarsi di sopravvivere".

Non tutti nel centrodestra però sono d'accordo nel riconoscere a Salvini la leadership e  su certi temi come l'Euro le posizioni sono ancora distanti.
"Le modalità di scelta della leadership non sono cambiate. Spesso Berlusconi ha detto che il leader non si sceglie a tavolino ma lo si riconosce sul campo per ciò che riesce ad ottenere in termini di appeal e consenso elettorale. Oggi Salvini grazie ad un lavoro duro e a un linguaggio chiaro e comprensibile a tutti ha tutte le carte in regola per guidare una coalizione che può raggiungere il successo. La sua leadership è un dato di fatto non una concessione".

Però scusi voi siete per l'uscita dall'euro Forza Italia no. Non è un punto di poco conto.
"Noi siamo per l'uscita da una recessione economica devastante che ha messo in ginocchio la nostra economia fatta per lo più da quattro milioni di micro imprese e quindi molto diversa da quella tedesca e francese sulla quale è stato confezionato il progetto di moneta unica. La Germania prima dell'euro aveva un deficit della bilancia dei pagamenti di oltre 100 miliardi, mentre l'Italia aveva un segno positivo di oltre 40. Oggi dopo la moneta unica la Germania ha superato i 150 miliardi di segno positivo e noi siamo a meno 30. Non c'è una posizione ideologica sull'Euro, c'è la constatazione delle difficoltà che ha prodotto. Dovevamo lavorare un giorno di meno ed essere  un giorno più ricchi come disse Prodi e il risultato è che oltre 10 milioni di famiglie non ce la fanno a pagare puntualmente l'affitto o il mutuo. Io capisco la preoccupazione di chi deve salvaguardare i patrimoni e la capitalizzazione delle proprie aziende, ma anche il conto economico ha la sua importanza. Oggi l'economia italiana, nonostante gli entusiasmi per gli zerovirgola, è al palo. Mi chiedo quanto può durare la difesa del fortino. Occorre lungimiranza. Quei pochi a cui sta bene questa situazione non possono trascurare le condizioni di difficoltà in cui versa la maggioranza del Paese, altrimenti prima o poi con le buone o con le cattive saranno costretti a fare i conti con spiacevoli effetti collaterali".

Senta Siri in ogni caso con la Merkel bisognerà fare i conti e Berlusconi appartiene alla sua stessa famiglia politica. Come farete a conciliare le posizioni?
"Berlusconi ha potuto testare i suoi interlocutori in Europa anche all'interno del suo stesso gruppo. Quindi se l'esperienza insegna di sicuro lui che è uomo di mondo saprà trarre le conclusioni.  La questione dell'appartenenza politica viene dopo gli interessi di salvaguardia del Paese. Se quelli dell'Italia e della Germania risultano differenti vorrà dire che la conseguenza sarà una differenziazione delle posizioni anche all'interno dello stesso gruppo politico".

Insomma a sentire lei sembra che Salvini abbia le idee chiare sul futuro del centrodestra e sui limiti di questo Governo. Nonostante il passo indietro annunciato si prepara a fare il premier?
"Non farà fatica, dalla sua come le ho detto ha una visione, cuore e milioni di italiani che non barattano il loro futuro per 80 euro. Tutto quello che Renzi non ha".

(fonte: affaritaliani.it  Alberto Maggi)