Flat-tax: precisazioni

Venerdì, 31 Luglio, 2015
Armando Siri e la flat-tax

Ho letto con interesse il punto di vista di Aldo Cazzullo sulla Flat-tax al 15%, diventata proposta di Legge 3170 alla Camera dei Deputati. Ringrazio per le considerazioni alle quali vorrei a mia volta, in qualità di estensore del testo di Legge, fornire alcune considerazioni che probabilmente sono sfuggite. Parto dalla questione di Costituzionalità. Il comma secondo dell’art. 53 del nostro Dettato Costituzionale indica il perimetro entro il quale il Legislatore deve attenersi in ambito tributario, affermando che: «Il sistema tributario è informato a criteri di progressività». È evidente che questa indicazione risulta generica rispetto ad una materia divenuta ormai complessissima.

È vero infatti che quando parliamo di sistema tributario non possiamo di certo limitarci alle imposte dirette, ma dobbiamo considerare tutto l’ambito d’imposizione in tutte le sue sfaccettature. Fino ad oggi il Legislatore ha interpretato quel “sistema tributario” considerando esclusivamente le imposte dirette, tanto è vero che nessuno di noi ha mai avuto il “privilegio” di pagare il pieno di benzina gravato dal sistema tributario a seconda del proprio reddito. Oggi chiunque vada al distributore di benzina, sia Berlusconi o il sottoscritto, paga il pieno in modo uguale. Forse dovremmo anche riconsiderare questa scelta, ma si aprirebbe un altro capitolo complesso...

Bisogna piuttosto cominciare da un punto. Quello che abbiamo scelto è l’ambito delle imposte dirette, quelle a mio giudizio più sofferte dai contribuenti perché vengono vissute come una sorta di punizione per il proprio impegno, le proprie motivazioni e aspirazioni che si traducono, come si dice nell’articolo, in una sottrazione di risorse per un totale di 6 mesi di lavoro su 12. Bene. Considerato che la Costituzione non dice «le imposte dirette sono progressive», ma lascia un certo margine di discrezionalità al Legislatore chiedendo unicamente che il criterio delle imposte segua una “progressività”, allora la nostra proposta di affiancare ad un’unica aliquota fiscale le deduzioni (non detrazioni) su base familiare, corrisponde pienamente a questo principio. È vero infatti che applicando le deduzioni, l’aliquota al 15% scenderebbe fino al 9,7% in presenza di un nucleo familiare di 4 persone con un reddito lordo di 34 mila euro, salendo al 12,8% se il nucleo familiare fosse di 3 persone e avesse un reddito di 42 mila euro l’anno. Fino a diventare il 15% fisso per i redditi superiori a 50 mila euro indipendentemente dal numero di componenti il nucleo familiare. I criteri di progressività sono quindi non solo garantiti nell’ambito reddituale, ma altresì dal numero di componenti il nucleo familiare.

Tenga presente che abbiamo voluto fortemente l’aliquota al 15% e non al 20% come qualcuno aveva proposto, perché non metterei mai la mia firma e tantomeno lo farebbe Salvini, a un provvedimento fiscale che possa dare minimamente l’idea di essere indirizzato ad agevolare solo i ceti più abbienti. Al contrario, questa riforma ha l’obiettivo di una ricaduta positiva in termini di reddito a partire da quelli più bassi, quelli per intenderci che oggi subiscono un’imposizione al 23%. Con questa riforma a parità di condizioni di nucleo familiare, considerate quindi le attuali detrazioni ed altri provvedetemi di "bonus” fiscale, questi contribuenti avrebbero una diminuzione di imposta netta dei 10%. E ciò significherebbe retribuzioni più alte a partire dalle fasce più basse. Occorre poi rilevare che la Flat-tax avrebbe il grande vantaggio di una drastica semplificazione di una materia come quella fiscale che nel nostro Paese è talmente complicata che anche gli stessi "esperti “ ormai fanno fatica a comprenderla e ad assicurare al contribuente una certezza di dritto.

Nessuno si sente in regola con iI fisco anche se paga, tant'é vero che l’80% dei contribuenti è disposto a pagare più di quello che dovrebbe pur di evitare un controllo fiscale. E questo dovrebbe essere un Paese in cui  è possibile investire, aprire un'attività o vivere serenamente? In materia  fiscale la sensazione diffusa a causa di un sistema così complicato, persecutorio, oppressivo, sanzionatorio e vessatorio è di essere tutti in Libertà provvisoria. Aggiungo che, proprio perché è  impossibile identificare tutti le particolari condizioni di milioni di contribuenti. abbiamo inserito nella Legge una clausola di salvaguardia che garantisca al contribuente la possibilità in presenza d migliori condizioni di poter continuale ad essere "tassato”  con il vecchio metodo.

Passando alla questione della sostenibilità. Lei afferma che la flat-tax non ha funzionato neppure ai tempi di Reagan. Intanto, purtroppo, neppure Reagan riuscì ad introdurre davvero una Flat- tax ma si Iimitò ad una significativa riduzione delle imposte. E lo fece in un momento di grande propulsione per l'economia Usa. Due condizioni che non sono le medesime che noi viviamo attualmente, ma al contrario di quel che Lei afferma, sono le migliori per una buona riuscita del progetto. Per prima cosa noi pariamo di Flat-tax vera e non genericamente di una riduzione del carico fiscale di cui si parla da almeno 20 anni utilizzando l'espressione "cuneo fiscale” e noi siamo in una condizione di deflazione e stagnazione ovvero condizioni ottimali per ottenere maggiori risultati da una modifica al ribasso del carico fiscale.

Questo perché uno del maggiori motivi alla base dell’economia sommersa è da imputarsi proprio al peso fiscale e alla persecuzione della ricchezza che dunque, anziché tradursi in consumo e lavoro, viene ‘congelata’ o occultata producendo cosi effetti di stagnazione. Per fare un esempio semplice che indichi la differenza tra l'esperienza Usa ai tempi di Reagan e l'attuale nostra proposta, si può immaginare che l’economia americana ai tempi di Reagan corrispondesse ad un organismo sano e forte a cui sono state date delle vitamine. Questo ha sicuramente portato dei risultati, ma le vitamine non fanno "miracoli” in un corpo già sano, così i risultati sono stati meno visibili in termini di efficacia, ma se le stesse vitamine le si dessero oggi ad un organismo debilitato e stanco come l'Itala i risultati sarebbero clamorosi.

Forniremmo dunque una maggiore dose di vitamine grazie ad una vera flat- tax, producendo una scarica di adrenalina molto superiore di quanto non sia stata ottenuta da Reagan per gl USA. Del resto di questi risultati ne abbiamo avuto un esempio in Russia e in molti altri Paesi che,  pur facendo parte della UE (ma non del'Euro- zona), hanno la flat-tax e le loro economie crescono. Paesi come la Romania , in cui le nostre aziende delocalizzano la produzione sottraendoci  ricchezza e occupazione. Questo significa sottrarre base imponi bile  e di conseguenza aumentare l'imposizione a quella che rimane. In conclusione. se avesse letto il nostro testo di Legge non si sarebbe preoccupato del crollo del nostro sistema sociale compreso quello pensionistico.

In ogni caso, iI gettito attuale,  anche in presenza di una forte riduzione del carico fiscale come quello ottenuto dalla flat-tax al 15%, sarebbe comunque garantito, sia con l’emersione a regime di nuova base imponibile (circa il 40% in 2 anni) sia attraverso un intervento una tantum che prevede un saldo e stralcio per i piccoli contribuenti  in regola con la dichiarazione dei redditi che hanno una posizione aperta presso l’Agenzia della Riscossione,  ma allo stesso tempo vengano inseriti tra I crediti inesigibili.  Una sanatoria di queste posizioni, secondo i criteri indicati nella nostra proposta di Legge, potrebbe garantire un'entrata extra gettito d 60 miliardi. Questo ci garantirà la stabilizzazione del nuovo sistema fiscale e iI mantenimento dei diritti fondamentali del nostre sistema sociale, al quale nessuno vuole attentare.

Armando Siri