Gay: un flipper per Putin

Sabato, 30 Novembre, 2013
la danza innocente
Quando arrivano i russi si fa festa! Boutique, ristoranti, alberghi di lusso, noleggio limousine, elicotteri, yacht, e quanto di più bizzarro e costoso viene servito ai nuovi facoltosi turisti in visita nel Bel Paese. Rimane solo un ghigno trattenuto, bisbigliato, una sorta di rigurgito misto tra sdegno e disgusto per certi atteggiamenti un po’ “eccessivi”, ma tutto questo passa in secondo ordine. Gli affari sono affari.
La Russia è un paese ricco di materie prime che, dopo la caduta del regime comunista, ha ampiamente abbracciato il capitalismo nella forma forse un po’ demodé, come capita a chi arriva “dopo”. Così, mentre nei paesi in cui il “capitalismo” è nato o è prosperato nell’ultimo secolo non c’è quasi più traccia dei “bei tempi che furono”, in Russia i nuovi yuppies (forse un po’ meno divertenti) si beano nelle salde certezze del modello economico anni ’80, si godono la crescita e lo sviluppo economico, una tassazione con aliquota unica al 13%, l’assoluta libertà di impresa e poi vengono a farsi le vacanze qui, nel Paese che fu di Dante, dei romani, e di tutta un’altra serie di “cose” di cui sanno poco (non solo loro), ma restano suggestive perché fanno un po’ “moda”. Ecco, forse questa è l’espressione più appropriata. Quando credi che ti piaccia qualcosa ma non sai perché, basta dire che è di moda. Così mentre lo Stato italiano massacra di tasse i lavoratori, le sue aziende (comprese quelle della moda), l’ex patria del comunismo, al contrario, fa dell’impresa e della libertà economica individuale un punto cardine del proprio sviluppo economico. Non è un caso del resto che nella Costituzione italiana non si parli mai dell’impresa come soggetto partecipe dello sviluppo sociale ed economico del Paese anzi, non se ne parla proprio. Al momento sappiamo solo che l’evasione fiscale in Italia (in un sistema che nessuno sa come funziona) fa più vittime dell’influenza di stagione. È il prezzo della civiltà? Eppure, guardando la Russia, oggi ho la sensazione di vedere un misto tra vintage e nanotecnologia, un incrocio tra il vecchio flipper del bar sotto casa e la Playstation. In fondo il flipper a ripensarci non era affatto male come gioco, ma il tempo passa e oggi la Playstation è quasi in ogni casa. Non si vive di nostalgia ovviamente e non sono disposto a barattare il Flipper con il divorzio, l’aborto, il nuovo diritto di famiglia e tutte le altre “conquiste” che ai tempi del flipper erano assolutamente moralmente sconvenienti. Penso però che sia utile porsi una domanda: perché ad ogni passo evolutivo compiuto dall’Uomo ne corrisponde sempre uno involutivo? Perché se miglioro da una parte, peggioro dall’altra? Perché se l’individuo riesce a evolversi a tal punto da considerare assolutamente normale e accettabile che due individui si possano separare quando non sono più compatibili, contemporaneamente le Playstation invadono le case delle persone e il loro Pensiero si annichilisce fino al mutismo patologico? Mi domando se forse il divorzio non va per principio d’accordo con il flipper e deve per forza corrispondere all’afasia collettiva.Quanto tempo dovrà passare prima che anche in Russia non si giudichi più l’omosessualità come un atto immorale? Forse anche loro aspettano l’Euro, la perdita della sovranità monetaria, lo smantellamento del loro sistema industriale, agricolo, minerario? Possibile che nessuno si Accorga dell’assurdità di questa diavoleria (dal greco “diabolos”: colui che divide)? Il buon senso non si divide, ma al contrario sotto di esso si unisce il bene supremo dell’Umanità. Purtroppo di buon senso disponibile al momento pare essercene davvero poco in circolazione. Se osserviamo più attentamente la trama sottile di questo inganno ci Accorgiamo di quanto male ci procuriamo con le nostre credenze e le nostre convinzioni. Proviamo a guardare: da una parte la Russia oligarchica, ricca, con un sistema fiscale semplice e chiaro, sovrana, forte, fiera, ma allo stesso tempo tradizionalista, omofoba e, nonostante la grande crescita economica, ancora vittima di un diffuso disagio sociale. Dall’altra l’Occidente (Europa – Stati Uniti) democratico, ma in recessione, la cui moneta è in mano a speculatori (FED e BCE), con una disoccupazione galoppante e la progressiva distruzione della sua competitività industriale, che allo stesso tempo proclama molti diritti per i lavoratori, molte regole, molte leggi, molte normative per la convivenza “civile”, un sistema fiscale complicatissimo e fortemente punitivo. Questo fa da sfondo a tutto ciò che di negativo il nostro animo ci trasmette nel vivere quotidiano in quel che rimane del “mondo occidentale”: assenza di prospettive, profondo senso di tristezza e impotenza. C’è un però. Da questa parte del mondo, si riconoscono i matrimoni gay, le leggi sull’omofobia, si condannano fermamente le discriminazioni di ogni tipo, si accolgono i clandestini, ci si indigna sulla condizione della donna (ma solo una volta l’anno). Qual è allora il modello giusto? Chi ha ragione? Ecco la fregatura! Per avere ragione si crede di doversi dividere, non unirsi nel buon senso. Perché tutte le cose di buon senso non possono stare assieme? Perché non possiamo vivere in una Società che sa riconoscere senza traumi e insidie morali l’unione generata dal sentimento di due persone dello stesso sesso e contemporaneamente avere il pieno diritto a un sistema fiscale più semplice e giusto, il diritto ad avere una propria moneta che sia al servizio dello sviluppo economico e sociale della collettività, poter serenamente fare un’importante distinzione tra immigrato e clandestino, definire ogni forma di violenza come violenza e basta, senza distinguere (o escludere) l’oggetto della violenza (donne, anziani, bambini, omosessuali, alti, bassi, magri, grassi…)? Perché non ci riconosciamo il diritto di poter pensare e contemporaneamente ottenere anche una soddisfazione economica? Perché se amo la cultura o sono ricco di famiglia o sono uno sfigato senza un soldo (perché la cultura “non ti dà da mangiare”), oppure amo le belle macchine e mi creo un lavoro per potermele comprare, non posso andare in giro a farmi vedere altrimenti “gli altri” mi invidiano, mi odiano, mi insultano? E perché Putin viene in Italia e anziché dispensare buoni consigli sull’importanza della sovranità monetaria, della politica di sviluppo a sostegno delle nostre imprese, della necessità di prendere esempio dal sistema fiscale russo, parla di adozioni e di gay?
Semplice, si chiama DIVIDE ET IMPERA. Più l’Umanità si divide e si azzanna, più la prigione senza sbarre che si è inconsapevolmente costruita sarà angusta e buia. Non ce ne accorgiamo, ma siamo tutti prigionieri e carcerieri di noi stessi allo stesso tempo. Siamo prigionieri della morale, della ragione, delle teorie. Sarebbe tutta un’altra cosa se ci Accorgessimo che il nostro bene non ha bisogno di teorie, ma di magie (ossia quei “miracoli” di cui l’Uomo è capace quando si ama), che la ragione non ha nulla a che fare con il buon senso e che la morale viene dalla stessa Legge che avrebbe condannato a morte l’adultera sul Monte degli Ulivi. Ecco, se ci Accorgessimo di tutto questo le parole di Putin non avrebbero alcun significato, cadrebbero vuote, prive di vita. Non potrebbero arrivare ai nostri Cuori, Mai. Flipper e playstation potrebbero convivere e la differenza la farà chi li usa. In quello stesso momento avremmo la certezza che nessun bambino può essere tirato in ballo in una disputa tra adulti. Non per un fatto morale, ma semplicemente perchè non potrebbe mai capirli. Di fronte al “giudizio” dell’adulto il bambino rimane spiazzato. In lui non c’è malafede, non c’è la morale del mondo, ma è ancora forte l’appartenenza al divino da cui proviene. Quando gioca con un altro bambino sta bene, non gli importa se è nero, se è gay, se è ricco o povero. L’importante per lui è se questo è simpatico o meno, se con lui si trova bene oppure no.
Tutto semplice, troppo semplice vero?

Armando Siri