Grillo, da porta a porta…

Martedì, 20 Maggio, 2014
grillo da porta a porta

La rabbia che ho dentro mi ha portato a riunire milioni di persone”. (Beppe Grillo a Porta a Porta del 19 maggio 2014).

Caro Beppe, ciascuno di noi ha provato rabbia in vita sua, nessuno escluso. Ognuno aveva la sua buona motivazione. Ma non si può rimanere arrabbiati per sempre, perché altrimenti si muore. La Vita chiede a ciascuno di essere vissuta sapendo che ogni sfaccettatura e ogni esperienza che ti propone ha un senso preciso. Non siamo qui per caso.

Dunque, caro Beppe ieri sei andato in TV sulla Rai, una vetrina importante che ti sei sicuramente conquistato lavorando dal basso e questo ti va riconosciuto, nonostante tu abbia potuto contare sulla notorietà e la fama che la stessa TV ti ha fornito negli anni passati.

Sei andato per chiedere il voto degli italiani, per rappresentarli al Parlamento Europeo. Non guardo mai la TV, ma ieri era un’occasione speciale, perché c’eri tu, e avevo una gran voglia di poter ascoltare ciò che avrei voluto dire io sull’Europa, ciò che credevo ci unisse in questo momento storico di grandi scelte per l’Umanità. Tu sei il megafono e se anche molte cose che escono dalla tua bocca non le condivido, quelle più importanti, quelle sull’Europa, le ho sostenute fin dall’inizio. Hai fatto un gran lavoro di divulgazione e di questo non ti si può non essere grati. Dico spesso che non è un caso che tra molti Pinocchi (individui che mentono a se stessi non volendo vedere al di là del proprio naso) un Grillo parlante è fondamentale per diventare Bambini Veri.

Tutti però conosciamo la storia. E forse anche tu. Ed è per questo che ieri, di tutto ciò che avresti potuto dire sull’Europa, non hai detto nulla se non una generica frase: “stracciamo il Fiscal Compact”.

Ieri avresti potuto aggiungere al simpatico siparietto con Vespa anche i contenuti. 

Avrei voluto che tu spiegassi a milioni di italiani che sono caduti in un inganno e che l’elezione del Parlamento Europeo non è quella dell’organo legislativo (quello che fa le Leggi), perché quelle le fa la Commissione UE e il Parlamento esprime solo pareri. La UE non è una struttura a suffragio universale e democratica, ma un organismo oligarchico non eletto, che si auto-genera. Mi sarebbe piaciuto sentire questa spiegazione senza rabbia, ma con profondo sdegno.

Avrei voluto che spiegassi ai cittadini italiani, per la maggior parte ignari di come funziona la BCE, il meccanismo che ci tiene nella schiavitù del debito attraverso lo scippo della Sovranità Monetaria. Su RAI UNO avrei voluto che tu dicessi: “italiani la BCE è una Banca privata come lo è la Banca d’Italia.” Queste cose le sai. Un tempo le dicevi e qualcuno del M5S le dice ancora, ma perché TU, in TV, NON le dici più?

Avrei voluto sentirti parlare del MES, un fondo privato, immune, autonomo e indipendente a cui abbiamo dato già 40 miliardi e ne dovremo dare altri 85, per poi chiederli in prestito con gli interessi. Lo chiamano “Fondo Salvastati” e TU sai bene che è invece un “Fondo AffossaStati”.

Perché non hai parlato del Trattato di Velsen e del sistema di gendarmeria europea con potere superiore ad ogni polizia nazionale e autorizzato ad intervenire in ogni momento per salvaguardare gli interessi UE (un organismo burocratico privo di legittimazione democratica)?

Avresti potuto spiegare agli italiani che i soldi che i nostri Governi stanno rastrellando con sempre maggiori tasse per conto di Bruxelles, servono a riempire il buco delle speculazioni finanziarie andate male che i Fondi di investimento hanno fatto negli ultimi 30 anni. Avresti potuto chiedere a Vespa come sia ammissibile che le Banche Italiane proprietarie delle quote della Banca d’Italia siano per la maggior parte in mano a capitale straniero e perché il Governo Letta ha sottratto 7,5 miliardi di riserve per regalarglieli, rivalutando le loro stesse quote.

Visto che eri lì per le Elezioni Europee e non solo perché sei arrabbiato, avresti potuto far sapere a tutti gli italiani che l’Art. 50 del Trattato di Lisbona prevede il recesso degli Stati dai singoli protocolli d’intesa, compreso quello sulla Moneta Unica. Avresti potuto rassicurare gli italiani sul fatto che l’uscita dall’Euro non avrebbe le conseguenze devastanti che comunica la stampa di regime.

Eri lì, nella “tana del lupo” e non hai detto nulla. Ad un certo punto ho quasi pensato che in realtà fossi tu il lupo, travestito da agnello, a cui però spuntano i denti e ho avuto paura. Se fosse tutto un inganno il tuo? Se fosse partito dalla tua rabbia dell’inizio, anche giusta, e poi la rabbia si fosse trasformata in un demone? In fondo, lo ripeto, non puoi essere arrabbiato per sempre. Altrimenti muori. E noi non vogliamo morire, vogliamo che l’Europa cambi, che l’Italia si riappropri della propria sovranità, dignità e benessere. Abbiamo bisogno di un sospiro di sollievo, quello che facciamo quando dopo la tempesta giunge il sereno che ci dice: adesso basta, è passato, la Vita va avanti, vivi con gioia tutti gli istanti anche i più difficili, perché tutto è un ciclo costante dell’evoluzione. Tutto ha un senso.

Armando Siri