Il caso non esiste

Lunedì, 17 Giugno, 2013
turchia
Sono settimane che Istanbul, la capitale Turca, è messa a ferro e fuoco da uno scontro pesantissimo tra le forze governative e un gruppo di ribelli, che si scoprirà finanziati, come la maggior parte di quelli che si esprimono con violenza e guerriglia, da gruppi di potere trasversali, fondazioni che hanno dietro personaggi, faccendieri e speculatori che muovono le masse a loro piacimento e per i loro scopi, facendole credere che sia per una causa giusta. In realtà a questi soggetti non importa assolutamente nulla del bene di questi popoli, ma li usano solo per poter ottenere i loro scopi. Così è sempre avvenuto. Dalla rivoluzione americana, a quella francese, a quella russa, alla perestroika, alla caduta del muro di Berlino. Ogni cosa segue una regia e i popoli addormentati sono attori e vittime inconsapevoli di questo disegno.
Tutti gli eventi che hanno riguardato il medio oriente e che riguardano l’avvicendamento al potere nel mondo vengono scanditi ricorrentemente da episodi che appaiono come casuali, quando invece non lo sono affatto.
Adesso è necessario che la Turchia sia un alleato fedele per la guerra che gli Stati Uniti si accingono a sferrare per il controllo definitivo del medio oriente e delle sue ricchezze. Un appoggio logistico irrinunciabile, considerato che sarebbe difficilissimo contare su un sostegno pieno, in questa missione, da parte dell’Italia, che da sempre è la portaerei USA nel Mediterraneo. L’Italia è troppo complicata e nonostante i continui tentativi di delegittimazione del Paese orchestrati al suo interno, conserva quella fierezza e quella naturale inclinazione per la pace che irrita e infastidisce all’inverosimile coloro i quali godono delle sofferenze inferte all’Umanità, si alimentano del dolore delle persone e ne fanno il loro business. Nulla da fare, l’Italia è inaffidabile da questo punto di vista. Quindi chi vuole fare la guerra (non il Popolo americano, ma le lobby che ne detengono le sorti) non possono che contare, per questa impresa, sulla nuova città militare costruita in Kossovo e sull’appoggio logistico di un Paese come la Turchia, che nei piani americani dovrà costringersi a questa complicità in cambio di una stabilizzazione interna.
Erdogan se vorrà continuare a governare (a questo punto non importerà più se democraticamente o meno, ma basterà qualche piccola cessione demagogica), dovrà collaborare alla guerra altrimenti sarà fatto fuori. Ne più né meno di ciò che capiterà ad Assad in Siria e di quello che è già accaduto in Iraq con l’esecuzione di Saddam Hussein, in Libia con Gheddafi, in Tunisia con Ben Ali, in Egitto con Mubarak. Tutti amici quando servivano allo scopo e successivamente fatti fuori in nome della “democrazia” quando hanno rappresentato un intralcio. Gheddafi si era addirittura permesso di fare una sua moneta (il dinaro d’oro) e non aveva accettato accordi con i gruppi di potere che governano la Federal Reserve Americana, tanto meno la nostrana BCE. Un atto intollerabile che gli è costato una pistolettata nella tempia. Giustizia è stata fatta finalmente agli occhi dell’opinione pubblica: il cattivo è morto e il bene trionfa. Ma chi usa la violenza non può che ottenere violenza, chi cerca di fermare il dolore e la sofferenza con altrettanto dolore e sofferenza non fa che produrne di più. In molti si chiederanno: se davvero gli americani avevano a cuore e hanno a cuore tutt’oggi la sorte di questi popoli, perché non sono intervenuti prima e anzi hanno fatto accordi collaborando con questi governi malvagi e aspettano solo ora a dire la loro? Anche l’Unione Europea, che non ha fatto un beato nulla per fermare i massacri in certi posti dell’Africa in cui venivano uccisi bambini innocenti, ha deciso di essere parte del gioco. Tutto il club si dà manforte. Per fortuna neppure i bambini credono più a questa storia dell’esportazione della democrazia, compresi quelli americani. Che fare? Intanto conoscere anche questo punto di vista è utile. La verità poi la sente ciascuno in cuor proprio. E il cuore detta sempre la via giusta. Se si decide di ascoltarlo, si può agire di conseguenza con Coraggio (Cor-agere= agire con il Cuore). Per prima cosa non alimentare odio, invidia, rancore, violenza. Essere consapevoli è già un’arma straordinaria e con quest’arma possiamo, se vogliamo, cambiare le nostre sorti e il corso degli eventi.

Armando Siri