Il Sud ha bisogno di infrastrutture non di elemosine

Mercoledì, 13 Gennaio, 2016
armando siri

L’intervista a Siri (Noi con Salvini): “Il Sud ha bisogno di infrastrutture non di elemosine”. Che il Sud sia scomparso dall’agenda politica e dal dibattito pubblico è notizia risaputa, che non fa (quasi) più clamore. Epperò a Mezzogiorno succedono troppe cose (licenziamenti e cassintegrazione), troppe altre non ne accadono (ripresa, occupazione e sviluppo) e perciò di Sud bisogna che si torni a parlare, subito. Ma, secondo Armando Siri, responsabile economico di “Noi con Salvini”, occorre smettere immediatamente l’abito liso e consunto degli slogan e ripartire dai grandi investimenti, dalle infrastrutture per riportare il Mezzogiorno (e quindi l’Italia) nel ruolo strategico che le compete sullo scacchiere economico e politico d’Europa.

Nel tour di Ferragosto del 2014, Matteo Renzi assicurò attenzione verso il Mezzogiorno arrivando a indicare la soluzione nell’estensione di garanzie e non nella mortificazione dei salari, nel “non giocare alla meno peggio ma scommettere sul capitale umano”. A un anno e mezzo da allora, il capo del governo ha mantenuto le promesse?

Renzi è l’uomo degli slogan e degli effetti speciali. Se ha mantenuto le promesse bisognerebbe chiederlo ai lavoratori dell’Ilva che sta per essere svenduta, ai 370 operai della Natuzzi in cassa integrazione a zero ore e a quelle decine di migliaia di giovani che sono alla ricerca di occupazione e non la trovano e sono costretti ad emigrare o al nord o all’estero. La realtà non è cambiata e qualcuno continua ad avere interesse a che il Mezzogiorno d’Italia continui a restare indietro rispetto agli standard del Nord. I problemi del Mezzogiorno non si risolvono con le ennesime elemosine ma con un piano serio di adeguamento delle infrastrutture primo fra tutte il completamento del corridoio uno.

Quale è la situazione, vera, dell’economia meridionale?  Quale è la diagnosi per l’industria e le attività produttive del Centro e del Sud Italia?

Come ripeto il tema centrale sono le infrastrutture. È urgente un grande piano di investimento per la realizzazione, il completamento e l’adeguamento delle linee di comunicazione. Strade, autostrade e linee di alta velocità e alta portabilità. Il Centro-Sud per essere competitivo deve avere pari opportunità rispetto al Nord del Paese. Nessuna regalia nessuna elemosina ma un progetto strategico affinché possa con le proprie forze mettersi al passo con gli standard di occupazione e di produzione adeguato. Se il Sud cresce, cresce tutto il Paese.

Quali soluzioni, quali scelte avrebbe dovuto assumere l’esecutivo per mantenere – almeno in parte – le ostentate promesse di interesse a risolvere la questione meridionale del terzo millennio?

Serve un investimento serio per completare il Corridoio Uno Palermo-Berlino, serve la banda larga e tutte quelle infrastrutture minori che sono fondamentali per poter essere competitivi in Italia e soprattutto in Europa e nel mercato mondiale. I cittadini del Sud hanno diritto ad avere le stesse opportunità di muoversi e spostarsi con l’alta velocità proprio come quelli del Nord, è intollerabile che ci vogliano sei ore per spostarsi su distanze per le quali al Nord ci si impiega massimo due ore. Questo intervento spetta al Governo che invece ancora una volta parla di interventi spot e palliativi come gli sgravi fiscali. Non è barattando meno tasse con meno opportunità e lavoro che si risolvono i problemi. Il Sud deve poter essere competitivo e pagare tanto quanto il Nord. Stesse opportunità stessi doveri.

Tra qualche tempo, “Noi” affronterà l’ennesimo battesimo delle urne alle amministrative. Al Sud, al netto delle alleanze e delle strategie di coalizione, quale sarà l’asse portante dei programmi che a livello locale  verranno proposti agli elettori?

Ci impegneremo per fornire l’esperienza in modello di efficienza nella gestione della pubblica amministrazione locale. I buoni modelli si copiano e noi abbiamo il vantaggio di poter disporre di esempi di eccellenza come Lombardia e Veneto. Seguiremo il loro esempio senza trascurare la peculiarità dei territori. Per noi l’autonomia e l’autoderminazione dei territori è fondamentale tanto al Nord quanto al Sud.

E se si andrà al governo?

Lo ribadisco il tema centrale rimane l’adeguamento infrastrutturale. L’Italia è la cerniera tra l’oriente del mondo e il nord Europa. Ogni anno ci sono più di trenta milioni di container che transitano nel canale di Suez verso Rotterdam evitando i porti italiani perché non abbiamo le infrastrutture adeguate al trasporto su rotaia e su gomma. Questo oltre ad essere un danno enorme all’economia del Mezzogiorno d’Italia lo è anche per l’industria del Nord-Est. Pensiamo solo che le materie prime passando da Rotterdam arrivano nel Triveneto con almeno sette/dieci giorni di scarto rispetto a quando non arrivino invece nella zona della Ruhr di Francia e Germania. Chi Governerà il Paese non potrà prescindere dal risolvere questo nodo anche se questo richiedesse un grosso sforzo economico. Su questo pretenderemo la flessibilità europea che Renzi invece ha ottenuto in cambio dell’immigrazione per fare ancora una volta solo l’elemosina.

(fonte: Barbadillo.it   Giovanni Vasso)