La flat tax di Salvini al 15%: meno tasse sopra i 17mila euro

Giovedì, 25 Giugno, 2015
salvini

La flat tax conviene? Al cosiddetto "ceto medio" sicuramente, agli altri - a coloro che già oggi si barcamenano tra redditi scarsi e tasse basse - forse un po' meno. Difficilmente avranno qualche soldo in tasca in più. Più probabilmente gli converrà esercitare la prevista "clausola di salvaguardia" e rimanere con l' attuale regime fiscale.
La Lega Nord - forte dei recenti consensi elettorali che la proiettano a livello nazionale oltre il 15% dei consensi - punta molto, moltissimo sulla tassazione unica al 15%. E per un Paese sommerso dalle imposte (nazionali, regionali, comunali), non c' è richiamo migliore che ipotizzare una rivoluzione fiscale.
Anzi è un po' di più di un' ipotesi: lo scorso 12 giugno la Lega ha depositato alla Camera una proposta di legge che prevede un' aliquota unica al 15% per tutte le classi di reddito. Nelle prossime settimane una proposta di legge gemella verrà incardinata anche al Senato, nella speranza che uno dei due canali parlamentari possa procedere più speditamente dell' altro.
E per garantire la progressione fiscale, prevista dalla Costituzione, è compresa anche l' adozione di una deduzione fissa di 3mila euro per ogni contribuente e per i suoi eventuali carichi familiari (per esempio papà, mamma con un figlio avranno diritto a 9mila euro di riduzione dell' imponibile).
In attesa che la proposta faccia il suo iter, abbiamo chiesto all' Ufficio Studi della Fondazione Consulenti del Lavoro, di simulare cosa succederebbe con gli attuali scaglioni di reddito. Evidente che i vantaggi maggiori si avrebbero al crescere dello stesso fino ai 50mila euro lordi di reddito.
I tre scaglioni immaginati da Armando Siri, ideologo della flat tax all' italiana e responsabile economico di "Noi con Salvini" (il movimento politico del CentroSud collegato alla Lega Nord), dovrebbero favorire la volontarietà nel pagamento delle tasse. I Padani ipotizzano una crescita del 40% del sommerso. Una nuova massa di base imponibile che porterebbe nelle casse dell' Erario 20 miliardi circa di nuovo gettito.
Il problema è che oggi l' Irpef, sommata all' Ires, frutta 203 miliardi. Secondo simulazioni già realizzate dal Dipartimento delle Finanze l' Erario con la flat tax ci rimetterebbe circa 90 miliardi. Siri spiega che in un paio di anni lo Stato recupererebbe i mancati incassi grazie all' emersione di una bella quota di economia sommersa. Ma anche alla diminuzione di spesa per coprire le attuali detrazioni. Con la proposta leghista le deduzioni (che valgono complessivamente circa 30 miliardi), rimarrebbero, anzi aumenterebbero.
Infatti per circa il 50% dei contribuenti (quelli che dichiarano meno di 15mila euro di reddito lordo), rimarrebbero in vigore, a spanne un impegno pari a 35 miliardi di detrazioni. Per tutti gli altri (dai 15mila in su), scomparirebbero, compensate in parte dall' abbattimento dell' imponibile.
In Francia il famoso "quoziente familiare" (reddito familiare diviso per i componenti compresi i neonati), ha riportato in attivo la bilancia della natalità. Una famiglia borghese - con un reddito intorno ai 100/120mila euro - con tre figli a carico, non paga quasi più tasse proprio perché favorita dalla tassazione familiare.
In Italia il meccanismo leghista - che con oltre i 50mila euro lordi non prevede più il meccanismo della deducibilità procapite - avrebbe l' unica pecca di sommare i redditi familiari, autoescludendosi dal vantaggioso abbattimento del reddito.
Quasi quasi converrebbe a due coniugi separarsi formalmente per godere a pieno dei vantaggi fiscali.
Per dare copertura ai costi previsti (computati in circa 60 miliardi), la Lega ipotizza di far rottamare le cartelle esattoriali di Equitalia. Non tutte, solo quelle incagliate (1,6 milioni di contribuenti per un ammontare di 500 miliardi), che potrebbero essere condonate pagando un 6% (per i contribuenti in grave difficoltà), fino ad un massimo del 25% per tutti gli altri.

(fonte: Libero.it  Antonio Castro )