"L'Italia si salva solo se esce dall'euro". Ecco perché

Domenica, 19 Aprile, 2015
Armando Siri

Non è solo inevitabile che la Grecia dichiari la sua impossibilità a rimborsare i suoi "debiti" ma è assolutamente legittimo. La creazione della moneta da parte della Banca Centrale Europea si fonda sul principio del debito che viene contratto dagli Stati "sovrani" per ottenere appunto le banconote o il loro corrispondente elettronico. L'impostazione stessa di questo meccanismo è destinata a creare debito per sempre. Ecco perché non si può parlare di soluzione al Debito Pubblico. E questo vale per ciascuno Stato membro SBEC. La BCE e la sua politica monetaria ha seguito da sempre un'impostazione speculativa che tuttavia ha agevolato le economie franco-tedesche. In particolare il vantaggio della Germania è stato inversamente proporzionale a quello italiano fortemente penalizzato nella sua struttura economico micro-familiare. Ora i nodi vengono al pettine e si rischia un nuovo effetto domino speculativo fondato sulla paura. Il "default" della Grecia sarà la scusa per la finanza mondiale per assestare il colpo di grazia ai patrimoni degli Stati più solidi, primo tra tutti l'Italia. Con la scusa di una pesante svalutazione e della generale crisi economica, l'Italia potrebbe vivere scenari da post guerra mondiale. L'unico modo per evitare di essere travolti nell'orbita speculativa è quello di uscire dal sistema Euro, riprendere la sovranità monetaria (che significa il ritorno ad un Istituto Centrale di Emissione Pubblico) convertire l'intero ammontare circolante in Euro in moneta nazionale svalutata del 40% (0,20% sul Dollaro) e avere quindi ipoteticamente un cambio 1,2 lire = 1 Dollaro.  La moneta Euro scambiata in cambio della nuova moneta nazionale verrà restituita all'Istituto Emittente per l'ammontare corrispondente all'indebitamento diretto e utilizzata per il pagamento dei titoli posseduti da soggetti esteri. Mentre il debito nazionale verrà riconvertito per l'equivalente ante-svalutazione in moneta nazionale.

Questa operazione potrà creare nel breve periodo un aumento dell'inflazione del 1% massimo 2% che in una condizione di deflazione come quella attuale non potrà che essere un toccasana per la ripresa di consumi e produzione.  Se non si avrà il coraggio di seguire questa strada non ci resterà che subire le conseguenze già ampiamente previste dagli analisti internazionali e dagli stessi attori di tutta la vicenda ovvero i grossi investitori e i banchieri mondiali. In fondo tutti abbiamo la sensazione che anche se non vediamo e sentiamo cadere le bombe, in Europa siamo da tempo nel bel mezzo di una guerra. Prima se ne esce e maggiori sono le opportunità di ottenere benefici, più ci si ostina a combattere più oneroso sarà il costo di una sconfitta. Con la suggestione di una grande Italia in una grande Europa ci siamo fatti trascinare nell'Euro da un gruppo di speculatori che adesso stanno per tirare i remi in barca lasciando alle popolazioni il conto salato della loro follia.

Armando Siri