Lo specchio delle mie brame e le mele del reame

Lunedì, 9 Dicembre, 2013
julia roberts

Vi siete mai chiesti perché ogni grande novità induca al suo esordio un diffuso scetticismo nella Società? Accade che all’inizio siano solo pochissimi a comprenderla, ad accettarla, a promuoverla, a sostenerla e a esserne testimoni. Questi pochi sono pionieri, pontieri, sono coloro la cui forza interiore e il loro agire esteriore va oltre ciò che ancora non si vede. Non è facile per niente, il rischio di non essere compresi (cioè compressi in uno spazio conosciuto) è altissimo, ma senza di loro non c’è Evoluzione per l’Umanità. Ciò che li pervade è un’energia che non può essere domata, questa energia è al servizio di una Missione più grande e prescinde da tutti i condizionamenti del mondo. La storia della nostra Civiltà ci ha trasmesso l’idea inconscia che in realtà, chiunque ci provi davvero, viene ucciso dagli stessi che chiedevano il cambiamento o volevano essere liberati da un sopruso. Perchè? Beh, per il semplice fatto che la Verità è un’altra e il “drago” contro cui ci si vuole accanire con tutte le proprie forze e la propria rabbia, non sta là fuori con le sembianze del politico o del finanziere di turno, ma sta proprio lì dentro di te. Sei tu stesso o meglio è una parte di te che sta nell’ombra ed è pronta a boicottarti a ogni tentativo di “risveglio”.  Questa Verità non è facile da accettare e brucia fortissimo e può indurre a “uccidere” chiunque provi a fartela vedere. È la provocazione stessa da cui è nata la nostra Civiltà, la nostra cultura. Vi ricordate? Tutto nasce duemila anni fa circa e noi siamo il prodotto di quella storia. Il Cristo è venuto nel mondo a dire cose che non sono state comprese da nessuno, neppure dai suoi più stretti discepoli. Pietro in particolare, attratto dal nuovo messaggio, aveva una strenua necessità di poterlo adattare al tempo, cercava un compromesso, voleva vedere i “miracoli” e voleva che il prossimo credesse in quei “miracoli” compiuti dal suo Maestro. Così sarebbe stato facile che tutti potessero credere anche a lui in nome di quei “miracoli”. A un certo punto il portatore di quel messaggio nuovo e incomprensibile è stato tolto di mezzo. L’hanno portato dinanzi a quel Popolo che voleva far evolvere e il Popolo l’ha mandato a morte sulla croce (Gesù o Barabba?). Troppo difficile guardare davvero. Guardarsi dentro e vincere il proprio Drago. Quel Signore però, che si faceva chiamare “il Figlio dell’Uomo”, sapeva già come sarebbe andata a finire. Era previsto. Così in nome di Pietro, tutti coloro che non hanno avuto il Coraggio (agire con il Cuore) di fare i conti con Se stessi, hanno preferito porre la più concreta “prima pietra” (nomen omen), ed ecco qui pronto un altro “Credo” fatto di uomini di buona volontà, individui come tutti: divisi come all’origine, tra quello che definiamo comunemente il “bene” e il “male”.

Tutto si è svolto fino ad oggi fondandosi su questo paradigma, ma ora questa Civiltà è giunta alla sua fine. Oggi siamo all’inizio dell’era dell’Uomo Celeste e ogni cosa non avrà più lo stesso senso di sempre.

Ogni tempo genera la sua “Civiltà” la quale inevitabilmente prima o poi deve cedere il passo ad una successiva, in un susseguirsi infinito di corsi e ricorsi storici. Ci sono poi momenti, come il periodo che abbiamo la fortuna di vivere, in cui il varco tra una “Civiltà” ed un’altra si apre, e allora lì sulla Soglia si possono vedere passato e futuro contemporaneamente. Questa particolare condizione si chiama “Crisi”, (dal greco Krisis=scelta).

È un momento fervido e confuso allo stesso tempo ed è l’occasione per concedersi grandi opportunità di cambiamento. Tali opportunità però sono riservate solo a coloro che dimostreranno “coraggio”, ovvero agiranno seguendo il proprio Cuore senza cedere alla tentazione della mente la quale vorrebbe rimanere nello spazio che già conosce, che ha già imparato ad accettare e che nonostante non sia il posto in cui sta bene vi rimane per abitudine e per paura, mettendo in moto sempre le stesse dinamiche, anche quelle che ciascuno ritiene più giuste.

Quando si verifica questo momento, ragione e sentimento sono vicinissimi e si confondono tra di loro. Le emozioni sono forti e viscerali, di pancia, succede che la ragione si mette al servizio di questa potente spinta emotiva per ottenere soddisfazione per la propria vanità e le proprie abitudini. Tuttavia, paradossalmente, l’apertura di questo Portale mette in moto prepotentemente in alcuni individui il Potere più grande di cui dispone l’Uomo fin dalla notte dei tempi: quel Pensiero, quel libero discernimento che ha spinto Eva (ysh’a, la funzione “femminile” che vede l’invisibile, la parte intuitiva) a voler Conoscere e non al limitarsi a credere.

Inevitabilmente, oggi come allora, ogni cosa intorno non è più la stessa. Il mondo analitico (razionale) e il mondo analogico (magia) entrano in contatto e cominciando a collaborare. La funzione destra e quella sinistra del cervello trovano un equilibrio e si allineano perfettamente per creare un nuovo stato di Coscienza. Chi si Accorge di questo è pronto ad oltrepassare il confine che divide il presente-passato dal presente-futuro. Si ha la sensazione di svegliarsi da un sonno e di vedere tutt’intorno che ogni cosa è possibile e che siamo noi i registi della nostra vita.

Più spesso la reazione di chi viene in contatto con questa forte Consapevolezza è un grande senso di Paura, ovvero ciò che rappresenta da sempre il più grande ostacolo all’Evoluzione del genere umano: la paura che si prova quando ci si trova dinnanzi a Se stessi.

La paura tiene moltissimi individui sulla “Soglia” tra le certezze amare del passato-presente e le incertezze e i sogni del presente-futuro e fa credere a tali individui che sia meglio fare finta di nulla e lasciare che il “destino” faccia il suo corso. In questi casi è inutile insistere sul fatto che: Tu sei il Destino.

Questa consapevolezza terrorizza. 

Così, anche se in fondo lo sanno tutti, in molti preferiscono non sapere e affidare il loro Destino ad altri. Siano essi politici, personaggi pubblici, esperti di turno.

Naturalmente costoro non possono che incarnare e rappresentare la tradizione, ma non nel senso programmatico come qualcuno potrebbe obiettare, bensì nel rappresentare perfettamente l’immagine di tutti coloro che la riflettono in grande. Gli stessi contro i quali protestiamo. Eccoci lì, siamo sempre noi. Scherzo, scherzetto… Ciò è la garanzia assoluta che ogni cosa resti così com’è nello Status Quo, ma non è questione di nuove leggi e nuove regole, oppure nuovi Segretari, scissioni di nuovi partiti, nuove proteste. È semplice, si tratta solo di tramandare (tradizione) lo strumento stesso su cui si è fondata la schiavitù dell’Uomo, ovvero: Divide et Impera.

Molti continueranno così ad infiammarsi nel sentire la destra che inveisce contro la sinistra e viceversa, i liberatori dei Popoli contro i regimi governativi, i buoni contro i cattivi. Ovviamente ciascuno crede di essere buono.

 

CHE FARE?

Un piccolo gruppo di individui, via via sempre più grande, da tre anni sta fornendo energia ad un nuovo paradigma di Pensiero che si declina in un movimento politico e di cultura che possa incarnare il principio che “nulla fuori da me può cambiare se non sarò io stesso a cambiare” e che “se voglio cambiare qualcosa prima devo conoscerlo nei minimi dettagli e sapere altrettanto nei minimi dettagli qual è l’alternativa”.

Una forma Pensiero che sposti il giudizio dagli “altri” verso se stessi, che si fondi sull’esempio che siamo disposti a dare, anziché su quello che pretendiamo dal prossimo, che ci dia consapevolezza che la Sovranità non è part-time, ma occorre sforzarsi di conoscere anzichè preferire credere. È una forma Pensiero che conosce bene l’essenza da cui ciascuno di noi è stato creato e afferma che il diritto alla felicità non ci viene concesso da nessuno, perchè è stato iscritto nel nostro Animo nel momento stesso in cui siamo stati creati.

Sappiamo bene che urlare, protestare con rabbia (pur con tutte le buone “ragioni”) serve solo a rilasciare energia “bassa”, la quale non fa altro che nutrire quel “gollum” o se preferite “horcrux” che custodiamo dentro di noi. Quella parte di noi che ci vuole boicottare e ci fa credere che solo con la forza, con l’odio, con la protesta, con l’incolpazione di qualcuno che possa essere il capro espiatorio di tutti i nostri peccati, ci potremmo liberare da questo soggiogo. È tutto falso. È una proiezione, un gioco di specchi in cui siamo tutti riflessi in ogni nostra sfaccettatura.

Ciascun individuo che senta Vero questo Paradigma, allora potrà essere d’esempio per altri, potrà parlarne senza convincere nessuno, potrà offrire questo Nuovo Punto di Vista a tutti coloro che si mostreranno interessati. Senza sforzarsi, non è necessario. Non c’è fretta. Se invece avete fretta di avere “risultati concreti”, allora non siete ancora del tutto pronti. Se pensate che occorra inseguire il botta e risposta proposto dal sistema di convinzioni che giunge attraverso la TV, i giornali, i media in genere e le istituzioni, allora è ancora troppo presto.

Chiunque di voi voglia invece promuovere luoghi d’incontro e confronto sul territorio, spazi di aggregazione nei quali poter riflettere, documentarsi e conoscere assieme ad altre persone allora sì, siete proprio come una candela nel buio. E sappiate che ci sono altre candele, non siete soli. Forse le distanze sono ancora troppe per potersi incontrare, ma piano piano molte candele si accenderanno e allora il sentiero sarà chiaro dinanzi a ciascuno. Se poi organizzate incontri di gioco per i bambini in cui si colora, si crea, si ascoltano le favole non per farli addormentare, ma per ricordargli ciò che loro meglio degli adulti conoscono, allora sarebbe fantastico. Organizzate momenti conviviali per stare assieme, per comunicare tra di voi, per offrire a chi è solo un momento di allegria, un’occasione per fare conoscenza. I ragazzi hanno bisogno di luoghi per esprimersi, per suonare, per cantare, per recitare, per conoscere punti di vista differenti rispetto a quelli che propongono le Università, oppure sarebbero entusiasti di incontrare e conoscere un vero e proprio creatore di oggetti. Un artigiano che possa raccontar loro la magia che ispira le sue creazioni e tante altre occasioni per Accorgersi che loro hanno un potere che fa tremare la tradizione in tutte le epoche. È così facendo, contribuendo alla costruzione e al rafforzamento di una nuova Coscienza, che il mondo potrà cambiare davvero. Piano piano ogni nuova cellula di conoscenza che resiste al rigetto del sistema comincia a moltiplicarsi fino a che un mondo nuovo viene alla luce.

C’è davvero molto altro oltre la TV  o la rete che oggi crediamo siano il “mondo”. Questi strumenti sono soltanto uno specchio di cui abbiamo fatto l’abitudine. Dentro ciascuno c’è un mondo vero che può essere portato fuori. Ci sono le nostre intenzioni, i nostri desideri, lo scopo della nostra esistenza, e maggiore sarà la determinazione e la forza con le quali lo testimonieremo, tanto più il mondo sarà a nostra immagine e somiglianza. Proprio come oggi, con la differenza che adesso non ci piace. Sarà forse perchè non ci piacciamo ancora del tutto?

Come sapete lo specchio mente alla Regina di Biancaneve, le fa credere di essere la più bella del reame, finchè arriva il giorno in cui non può più mentire perchè la Regina stessa, in Cuor suo, sente che una ragazza più bella è pronta a prendere il suo posto. Lo specchio riflette ciò che siamo e mente finchè noi mentiamo a noi stessi. Ma il momento della verità arriva sempre e come al solito tocca ad una mela fare la differenza tra Credenza e Conoscenza.

 Armando Siri