Niente Europa, siamo inglesi

Sabato, 18 Giugno, 2016

Non facciamoci illusioni, comunque andrà il referendum nel Regno Unito questo non potrà essere sovrapponibile alla situazione italiana e tantomeno a quella degli altri Paesi Ue. L’Inghilterra in fondo non è mai stata davvero in questa Europa. Non dimentichiamoci che a capo del Paese c’é una Sovrana che regna da quasi 65 anni e che incarna e rappresenta gli interessi di più di 15 Paesi (Reami) in tutto il mondo, il Commonwealth, con oltre 125 milioni di sudditi. 

L’Inghilterra ha già quindi un proprio mercato preferenziale e soprattutto ha una sua moneta per l’appunto Sovrana, la Sterlina. 

La sua “uscita” dall’Europa è più che altro il mettere in chiaro che non è mai entrata davvero. E’ un modo per ribadire che questa Europa è un progetto di un’élite che piace molto in Francia e in Germania, ma che è contro la storia inglese, per dirla con le parole del barone Nigel Lawson già Cancelliere dello Scacchiere nel Governo di Margaret Thatcher. 

Parole dure e di sicuro talmente vere che ci si chiede come mai ci abbia messo così tanto a renderle pubbliche. Ma se è vero, come è vero, che questa Europa è il progetto di un’élite dovremmo anche aggiungere che non si tratta certo di un’élite intellettuale o culturale, ma chiaramente finanziaria. E chi meglio della BCE può rappresentarla? Guarda caso proprio tra gli “azionisti” della Banca Centrale Europea c’è la Banca d’Inghilterra con il 12,5% delle quote possedute pur non facendo parte dell’Unione Monetaria. L'ennesima conferma che in quanto ad affari gli inglesi non li batte proprio nessuno. Ci sarà un motivo perché la loro lingua si è imposta nel mondo. Gli affari sono affari e il regno degli affari è il “mercato”, che ovviamente non è quello sotto casa dove acquistiamo la verdura, ma quello ben più sofisticato dei titoli e delle speculazioni e anche qui non è ancora una volta un caso che sia la City uno dei mercati più importanti al mondo, dove non guadagni perché hai lavorato duro, hai avuto una geniale intuizione tecnologica, dai lavoro a centinaia di persone nel processo produttivo.

Insomma, qui non ti sporchi le mani. Più spesso, se ti rimane, puoi giusto sporcarti un po’ la coscienza. Ma sono casi rari. E non parlo certo dei piccoli operatori, quelli ci sono sempre stati e non hanno mai fatto del male a nessuno. Mi riferisco ai grandi giocatori d’azzardo senza scrupoli che muovono vere e proprie fortune sulla “carta” e che riescono a influenzare la vita degli Stati senza che sia davvero successo nulla in nessuna fabbrica, in nessun cantiere, su nessun treno, in nessun centro commerciale, in nessuna casa. Pura suggestione che ai giorni nostri è efficace come in passato. Basta crederci ed è vero. 

Del resto quanti in passato hanno creduto che bastasse preparare qualche infuso con le erbe per definire una qualunque donna una strega. Se poi era amante dei gatti non poteva esserci scampo. 

Nulla di nuovo per gli uomini. 

Oggi sono solo di più, ma sono rimasti tali e quali. Suggestioni, credenze, egoismi, ignoranza. Se il Popolo non fosse così, la democrazia non esisterebbe neppure sulla carta. Che succede se l’Inghilterra esce dall’Europa? Semplicemente avrà meno vincoli per rafforzare le sue relazioni commerciali con tutti quei paesi in cui ha interessi da più di duecento anni. Molti tra questi sono paesi islamici altri sono paesi non propriamente in linea con i valori e i principi costitutivi dell'Europa. Hanno i loro usi e costumi le loro tradizioni che la Corona, dopo le lezioni del secolo scorso, si guarda bene dal biasimare. Sono paesi in cui si è spostata la ricchezza mondiale e fanno parte di una nuova mappa del business che ha sostituito quella che vedeva il vecchio continente al centro assieme agli Stati Uniti.  Queste relazioni in molti casi sono rallentate se non ostacolate proprio dall'appartenenza della Gran Bretagna alla Ue. Un'uscita non può dunque che essere conveniente.

Ma se gli inglesi escono a noi che succede? Beh, noi discuteremo. Ma sono anni che lo facciamo e non è cambiato niente. In Italia non abbiamo fatto un referendum, qui da noi non è previsto che il Popolo abbia voce in capitolo ma non ci sono le piazze piene a rivendicare questo diritto. E se anche ce l'avessimo voi credete davvero che gli italiani avrebbero il coraggio di “uscire”? Diciassette milioni di pensionati, oltre 4 mila miliardi di risparmi, più dell'80% di case di proprietà, quasi venti milioni di dipendenti, dieci milioni di studenti e nessuna Regina, nessuna bandiera, nessuna patria, nessun impero. Niente. Noi non siamo inglesi. Tornare alla nostra moneta? Ma non è questo che stanno decidendo gli inglesi, loro non ne hanno mai voluta un’altra. Sono stati molto più furbi prima. Però se adesso noi decidessimo di spezzare le catene dell’Euro sarebbe una catastrofe? No la catastrofe è stata entrarci. Ad uscire o no come lo è stato per entrare non sarà di certo il Popolo a deciderlo. Il Popolo al massimo può seguire una strada sull’onda della suggestione se sarà un burrone o una prateria se ne accorgerà solo dopo. Di solito i burroni sono più efficaci per mantenere quel giusto grado di ansia che serve sempre ad evitare in futuro corse in avanti troppo pericolose. I Popoli non decidono un bel niente, da sempre seguono. Che sia un pastore, un condottiero, o un Re ha poca importanza. 

E allora come sarà il futuro dell’Europa? Dipende. Lo decideranno le élite ancora una volta, a seconda di ciò che più conviene loro e di sicuro anche questa volta troveranno delle buone ragioni per far accettare al Popolo la loro decisione facendo credere che ovviamente sia una decisione democratica. Del resto è normale che sia così. Chi ha un interesse più grande da difendere ha anche un potere più grande da esercitare. Chi invece pensa alla propria pancia, alla propria casa e al proprio lavoro, avrà il potere relativo alla gestione di queste incombenze, nulla di più. Ecco perché c’è la “democrazia”, perché garantisce da sempre due condizioni  fondamentali il divide et impera e di tanto in tanto il panem et circenses. 

Tutti hanno il potere ma nessuno ce l’ha. Il potere è da sempre proporzionale allo scopo e le masse non hanno notoriamente lo stesso scopo, se non raramente e per brevi periodi. 

Ma in Inghilterra, patria della democrazia fin dai tempi della Magna Carta, le cose sono ben diverse. Osservate la Corona sulla testa di Elisabetta II e guardate l’ammirazione e il rispetto con cui la guarda il suo popolo. Quello è il potere. È quello che ha impedito ieri agli inglesi di entrare nell’Euro e lo stesso che useranno oggi per uscire dall’Europa. 

 Armando Siri