Pensioni/ I conti non tornano. Aumento di Iva e accise. L'analisi

Sabato, 2 Maggio, 2015
inps

La sentenza della Consulta sul mancato adeguamento degli assegni pensionistici è una parziale e insufficiente invalidazione della Legge Fornero. I giudici costituzionali hanno bocciato il referendum promosso dalla Lega, ma dall'altra parte non hanno voluto creare un pericoloso precedente sui diritti acquisiti in essere per scongiurare una pericolosa deriva a tutti i livelli, compreso il loro. La Corte di fatto, in ossequio all'art.75 della Costituzione, ha negato la parola al popolo per motivi di Bilancio, ma allo stesso tempo si è espressa con una sentenza che avrà un impatto di 5 miliardi di euro sulle finanze pubbliche. Si potrebbe quindi affermare che in realtà quando c'è la volontà di fare giustizia la si può fare e quando non si fa è perché semplicemente non si vuole. Rimane però irrisolto il nodo di una profonda ingiustizia sociale ad opera del governo Monti a cui anche Renzi, salvo gli slogan, pare non voler dare soluzione. Adesso per il Governo si apre la stagione dei "nodi al pettine" che riveleranno la sua vera natura, non diversa da quella dei Governi che l'hanno preceduto. I conti non tornano e il rischio era stato calcolato dai tecnici già durante la redazione della Legge di Stabilità 2015, ecco perchè all'art. 45 sono state inserite le cosiddette clausole di salvaguardia. Di fatto il Governo sapeva che avrebbe potuto avere a che fare con variabili severe per i conti pubblici, come con la sentenza della Corte sulle pensioni e probabilmente con il prossimo pronunciamento dell'Unione Europea riguardo lo Split payement e il Reverse charge. Il primo timore si è rivelato realtà e anche il secondo ha moltissime chance di essere confermato.

L'appuntamento per quella che letteralmente sarà una resa dei conti è subito dopo le elezioni Regionali. Renzi, incassati i voti degli speranzosi ne #lavoltabuona (sempre meno), non potrà che alimentare lo spauracchio greco per far digerire agli italiani l'ennesima medicina amara a base di aumento dell'Iva e delle accise. Un rincaro che peserà per circa 850 euro a famiglia secondo le proiezioni di Federconsumatori e che non avrà alcun bisogno di ulteriore approvazione e passaggi di verifica parlamentare, essendo effetto di un provvedimento approvato dalla maggioranza di Governo con la Legge di Stabilità. Questo è il risultato della disastrosa politica economica di Renzi che ha dalla sua solo la retorica dei suoi discorsi, mentre i fatti lo smentiscono in tutte le direzioni. Un ulteriore aumento dell'Iva assesterà un altro colpo fatale alla nostra già moribonda economia con un'ulteriore flessione dei Consumi stimata in oltre 65 miliardi di euro. La situazione economica insostenibile e il continuo calo nei sondaggi spingerà il Premier alle elezioni anticipate per incassare subito il consenso che altrimenti è destinato progressivamente e rapidamente a deteriorarsi, favorendo una pericolosa resa dei conti nel PD. Intanto l'Italia è sempre più povera, smarrita e depressa. È nell'ottima condizione per subire qualsiasi sopruso.

Armando Siri