Prof e giornalisti: Salvini sogna il suo governo

Martedì, 8 Settembre, 2015

La Lega immagina il dopo Renzi: dall’economista anti euro Borghi al docente Sapelli fino a Buttafuoco, Del Debbio e Feltri. di Matteo Pandini
È prematuro parlare di squadra di governo, visto che non sono ancora chiare  nemmeno le  alleanze, ma   Matteo  Salvini   continua a ripetere che in caso di vittoria elettorale porterà nell’esecutivo «persone preparare, anche più  di me» con  l’obiettivo di «fare meglio» di Renzi.  Un concetto che butta là spesso e volentieri e su cui il leader del Carroccio riflette da tempo. Tanto che si possono elencare   i  nomi degli   esperti che,  in alcuni temi chiave, l’europarlamentare ascolta con  particolare attenzione. Per esempio, non è un mistero che Salvini si fidi moltissimo di Claudio Borghi, tanto da nominarlo responsabile economico. Borghi pensa che uscire dalla moneta unica non si può: si deve. E ha dato alcune dritte a Salvini anche in vista dell’intervento al forum  Ambrosetti di Cernobbio. Borghi è stato il candidato governatore  di Lega e Fratelli d’Italia alle  ultime regionali toscane, strappando un  sorprendente 20%.

Oltre  a Borghi  c’è Alberto  Bagnai, altro  economista ipercritico sulla  moneta unica e che  aveva  tentato, invano, di interessare alle sue idee  il centrosinistra. Pochi mesi fa, Salvini ha fatto il suo nome immaginandolo  come ministro dell’Economia. Lui ha  ringraziato, ricordando di non «voler fare le scarpe al mio amico Borghi».  E ha assicurato ad Affaritaliani che  «se un governo Salvini mi chiedesse una consulenza tecnica sul tema dell’uscita dell’euro gliela  darei». Sul taccuino del Carroccio ci sono anche   altri   nomi, alla   voce «esperti in  materia economica o fiscale». Basti pensare ad Armando Siri.  Giornalista, ha messo in piedi il partito Italia  Nuova e ha sponsorizzato alcune idee salviniane come la Flat tax al 15% o la riforma del servizio civile obbligatorio. È responsabile della  scuola di formazione politica lanciata dai  lumbard.  Su fisco, moneta e Unione europea hanno incassato l’applauso del mondo leghista altri insospettabili come Paolo Savona (economista e professore universitario, già ministro dell’Industria e dell’artigianato col governo Ciampi).

Per Savona «l’avvento della moneta unica ha accentuato il fossato tra aree ricche  e paesi fragili del  Vecchio  Continente». Apprezzamento lumbard anche per Giuseppe Guarino, classe 1922, napoletano, giurista, un  passato nella Democrazia cristiana ed ex ministro dell’Industria e delle Finanze. In un’intervista a   Libero    nel    novembre 2013, ha sostenuto che l’Europa dell’euro è da considerarsi  alla stregua di «una malattia mortale»,  denunciando un sistema che «cancella la democrazia».

Sull’immigrazione, molto ascoltato da Salvini è il nigeriano Toni  Iwobi,  militante leghista di lunga data e residente nel Bergamasco. Accompagnerà il Matteo  meneghino in Africa a fine settembre. Obiettivo: discutere di aiuti umanitari e sbarchi. Negli ultimi mesi s’è fatto strada nel cuore di via Bellerio anche un intellettuale dello  spessore di Pietrangelo Buttafuoco. Penna brillantissima, siciliano, culturalmente vicino alla destra e di religione islamica. Alcuni  salviniani l’hanno    proposto   come candidato governatore a Palermo, e il no  gridato da Giorgia Meloni perché  «è musulmano» ha allargato una crepa tra  lei e il capo lumbard.

Oltre a molti esponenti di Confcommercio e Confartigianato, spesso in contatto col Carroccio, Salvini stima il politologo e giornalista veneziano Piero Ostellino (che ha  lasciato il Corriere della Sera e oggi firma  su il Giornale). «Leggere gli articoli di Piero Ostellino è salvifico!  Per  fortuna,  qualche giornalista  esiste  ancora» ha  scritto Salvini  su  Facebook nell’ottobre 2013.

Inutile ricordare, a proposito  di cronisti, la passione di via Bellerio per il conduttore  Mediaset Paolo Del Debbio (corteggiato per fargli fare il candidato sindaco a Milano) e per il fondatore di  Libero   Vittorio  Feltri, che  Lega  e Fratelli d’Italia hanno candidato nella corsa al Quirinale, poi vinta da Sergio Mattarella.  Salvini apprezza anche lo storico ed economista torinese Giulio  Sapelli, classe 1947, docente di storia economica alla Statale di Milano  e che  in alcune interviste ha bocciato il lavoro del premier Mario Monti e del ministro Corrado Passera. Nell’agosto 2012, in una chiacchierata con  Panorama rispondeva che la Lega, all’epoca guidata da Roberto Maroni, non era  morta.

«Ho molta stima di Maroni, ma la Lega deve cambiare radicalmente i suoi  quadri». Poi è arrivato Salvini e i consensi sono aumentati. Oggi  i sondaggi incoronano Matteo come leader più popolare nel  centrodestra. E lui sogna la sua  squadra di governo.

(fonte: libero.it   di Matteo Pandini)