Riforma pensioni Mille euro al mese per tutti per 14 mensilità

Mercoledì, 25 Marzo, 2015
pensioni in italia

Pensione di Mille euro al mese per 14 mensilità indipendentemente dal reddito percepito durante la carriera lavorativa, è questa la novità contenuta nel piano del carroccio,presentato Matteo Salvini.

La proposta di Armando Siri – spiega Galloni – renderebbe più conveniente per le imprese la stabilizzazione dei lavoratori piu pagati, riducendo il cuneo, ma lasciando invariata la contribuzione a carico del lavoratore. Questa sembrerebbe una delle poche proposte in grado di contrastare l’errore gravissimo che si commise trent’anni fa volendo scambiare la flessibilità con l’occupazione invece che col salario. Quell’errore produsse la precarizzazione e i bassi salari che rendono e soprattutto renderanno socialmente insostenibile l’attuale modello a contribuzione».

La riforma previdenziale di Siri, il teorizzatore dell’imposta ad aliquota unica al 15%, s’incardina così nel programma economico di Matteo Salvini. La riforma delle pensioni di Siri prevede per i lavoratori dipendenti un versamento annuale medio di 7.500 euro (5.000 di contributo annuale fisso a carico del datore di lavoro a prescindere dal reddito percepito dal lavoratore e un contributo pari al 10% della retribuzione a carico del dipendente). Tale versamento in 40 anni produce una contribuzione complessiva di 300mila euro che, calcolando vent’anni di erogazione della pensione in base all’aspettativa di vita media, consente al lavoratore di ottenere una pensione di 15mila euro lordi, cioè 14mila netti: mille euro al mese per quattordici mesi.

Per i lavoratori autonomi invece la pensione viene così calcolata: 3.500 euro di versamenti all’anno er 35 anni danno diritto a 500 euro di pensione al mese; 3.500 euro per 40 sviluppano una erogazione di 600 euro al mese; con 5.000 per 40 anni si ha diritto invece ai fatidici mille euro al mese. La riforma di Siri si applicherebbe a tutti i lavoratori a prescindere dal reddito e senza vincolo di età. Gli unici parametri sono infatti il numero di anni e l’entità di effettiva contribuzione. Nel nuovo sistema saranno coinvolti tutti i neolavoratori e quelli che hanno fino a 10 anni di anzianità ai quali, nel caso di versamenti superiorei a 5.000 euro verrà erogata una tantum dall’Inps per recuperare la differenza. I lavoratori che hanno fino a 35 anni di anzianità contributiva potranno invece scegliere il nuovo sistema solo se la loro aspettativa di pensione è superiore ai mille euro al mese e, in questo caso, otterranno un rimborso una tantum rateizzato in tre anni per recuperare la differenza.

«Il principio – spiega Siri – è lo stesso della Flat Tax: tutti percepiranno la stessa pensione indipendentemente dal reddito. E il datore di lavoro pagherà gli stessi contributi per ciascun lavoratore, risparmiando sul costo del lavoro e rendendo più pesanti le buste paga».

(fonte: EnterCv.com )