SE RENZI VUOLE COPIARE LA FLAT TAX LO FACCIA BENE

Giovedì, 5 Maggio, 2016

Fa piacere che dopo aver definito la Flat-Tax un semplicistico slogan populista, oggi il Governo la metta al primo punto della propria riforma fiscale, questa sì, solo a scopo propagandistico. È quantomeno bizzarro, infatti, pensare di sollevare le condizioni di grave difficoltà in cui versa la maggioranza delle micro imprese italiane, affermando di voler estendere il criterio di Flat-Tax al 27,5% prevista dal nostro ordinamento per le società di capitali, anche alle società di persone o ditte individuali a patto che gli utili rimangano in azienda. La Flat-Tax dovrebbe essere applicata senza discriminazione alcuna, e non solo in presenza di un vincolo così costrittivo per realtà che tradizionalmente vedono il piccolo imprenditore far coincidere spesso il bilancio della propria attività con quello della famiglia. Non solo, in funzione di questo in molti casi, soprattutto in tutte quelle realtà purtroppo sempre più numerose dove i redditi si sono ulteriormente abbassati, questa norma rischierebbe di essere controproducente rispetto alla condizione attuale in cui l’imprenditore ha diritto a deduzioni, detrazioni e bonus fiscali finalizzati alla famiglia. Costituirebbe invece una vera boccata d’ossigeno l'applicazione di un’aliquota unica da estendere a tutte le attività d’impresa al 15%, così come previsto dalla nostra proposta di Legge. Perché solo in questo modo il nostro tessuto economico riprenderebbe vigore, mettendo in moto una risposta immunitaria propria, e non assisteremmo ai semplici effetti di un intervento sui sintomi del malessere.