Tour di Salvini in Calabria: stop sbarchi, serve modello australiano

Giovedì, 2 Luglio, 2015
Matteo Salvini

«Il Sud sta morendo. C'è bisogno dell'autodeterminazione dei popoli che devono scegliere da chi farsi governare. E la Calabria può autogestirsi e autogovernarsi senza passare da Roma». Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini nel corso di una conferenza stampa a Lamezia Terme. Dopo l’incursione in Siciliadello scorso febbraio, continua la “strategia dell’attenzione” al Mezzogiorno da parte del leader del Carroccio, impegnato nella trasformazione del partito da movimento “nordista” a compagine capace di imporsi a livello nazionale.

Salvini, in visita oggi anche al centro per richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto e al campo rom di Crotone, ha ribadito le ricette della Lega sull’immigrazione, a partire dal «modello australiano, che soccorre tutti ma non fa sbarcare nessuno» e dai campi rom che vanno «rasi al suolo». Da registrare che la cautela sull’abbandono dell’euro mostrata per la prima volta nell’intervista al Sole 24 Ore del 1° luglio («Un'uscita unilaterale dell'Italia dall'euro sarebbe un casino»), ha lasciato il posto a posizioni meno sfumate: «Comunque vada il referendum in Grecia - ha detto oggi Salvini a Lamezia - sarà la fine dell'euro e di questa Europa sbagliata».

Il leader del Carroccio ha fatto tappa in Calabria con un tour che, partendo da Lamezia Terme, lo porterà in giornata prima al centro per richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto e al campo rom di Crotone, poi a Catanzaro. Visite “blindate” da un folto schieramento di polizia e carabinieri. Salvini si è presentato ai giornalisti dicendosi per nulla preoccupato delle contestazioni che lo aspettavano in tutta la regione. «Io mi rivolgo ai calabresi che non votano più - ha detto - perché sono schifati. In Calabria c'è il record della disoccupazione pari al 23% e soprattutto c'è il record di disoccupazione femminile e giovanile. Non prometto miracoli, ma vogliamo per la Calabria una vita normale. Qualche posto di lavoro in più, qualche immigrato in meno, qualche ndranghetista in meno». Diverso rispetto al passato lo “storytelling” del leader leghista, che pur stigmatizzando i tanti «falsi invalidi, falsi forestali, falsi braccianti agricoli, contro i quali combatterò finché avrò fiato», ha evidenziato anche che il Sud «non è tutto assistenzialismo, perché «c'è anche tanta voglia di lavorare».

Una scuola per la nuova classe dirigente leghista
Il segretario “lumbard” ha promesso rigore nella scelta di militanti e candidati («A chi aderisce chiediamo prima di tutto la fedina penale pulita, altrimenti non può state con la Lega») e ha lanciato una scuola di formazione politica per «selezionare, formare e strutturare l'attuale e futura classe dirigente» del movimento. Un'iniziativa organizzata da Armando Siri, tra i promotori della proposta di aliquota fiscale unica (la cosiddetta “flat tax”), rilanciata dal Carroccio.

Salvini: stop sbarchi, serve modello australiano
Nel suo intervento a Lamezia Salvini ha ribadito le ricette della Lega sull’immigrazione, a partire dal «blocco degli sbarchi», per «non fare toccare il suolo italiano agli immigrati clandestini». Il modello è «quello australiano, che soccorre tutti ma non fa sbarcare nessuno». Poi la chiosa provocatoria: «In attesa che le istituzioni internazionali si sveglino propongo di smettere di pagare contributi italiani all'Europa e all'Onu». Quanto ai campi rom abusivi «vanno rasi al suolo e su questo non cambierò mai idea».

Contestazioni fuori dal centro accoglienza rifugiati
All'uscita dal Centro per richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto Salvini ha alzato il dito medio nei confronti dei contestatori che lo attendevano fuori dalla struttura. «I contestatori? Io li amo» ha detto il leader della Lega, accolto dai fischi di quanti protestavano contro la sua visita. E ha attaccato la politica del Governo sull'immigrazione, definita «demenziale». Poi ha spiegato: «Non possono essere necessari nove mesi di attesa per riconoscere che quanti arrivano sono al 70% degli immigrati clandestini. Oggi in questo centro ci sono 1.200 presenze per un business di venti milioni di euro nell'arco di un triennio. Sono soldi che io spenderei per aiutare i calabresi in difficoltà».

«Comunque vada referendum in Grecia sarò la fine dell'euro»
Dopo la cautela mostrata al Sole 24 Ore sull’uscita dall’euro, Salvini è tornato a suonare il “de profundis” per la moneta unica. «Comunque vada il referendum in Grecia - ha detto - sarà la fine dell'euro e di questa Europa sbagliata, l'Europa della fame e della disoccupazione». E ha rilanciato sulla necessità, condivisa con Berlusconi, di «aprire un dialogo con la Russia» perché «solo dei folli schierano le armi contro la Russia, mentre i tagliagole avanzano in Iraq e Siria».

«Lega primo partito del centrodestra»
Resta forte l’ambizione a guidare il centrodestra. «Non mi autoproclamo - ha spiegato Salvini - ma prendo atto che le ultime elezioni hanno detto che il primo movimento del centrodestra si chiama Lega». La strategia resta quella di fare asse con Forza Italia e Fdi, senza i centristi. «Vinceremo con chi non sta al governo con Renzi - ha spiegato - e Alfano ci sta».

(fonte: Il Sole 24 Ore  Andrea Gagliardi )